![]()

| Chiacchierino,
"frivolitè" come lo chiamano i francesi, "makouk" come gli orientali,
o "navetta", è il termine che indica lo strumento con il quale vengono
realizzati gli eleganti pizzi che portano tale nome.
Cliccando sull'immagine potrai vederla ingrandita
Queste trine si prestano a creare centri, tovagliette, pizzi di finizione per asciugamani e lenzuola, tende. Chi ha tempo e grande abilità può cimentarsi nell'impresa di preparare un intero abito da sposa compresi i guanti; il risultato è assolutamente meraviglioso. Nel passato veniva usato per guarnizioni tipiche dell'abbigliamento femminile come alamari, galloni e passamani in seta. Alcune trine sono lavorate con una sola navetta, altre, più complesse, con 2 navette che hanno varie forme ma non si discostano molto dalla forma standard. Il filato da usare deve essere ben ritorto, solitamente si usa il cordonetto in varie grossezze, più il filato è sottile più la trina è lieve ed elegante. Per imparare, oltre ad avere una paziente insegnante, bisogna scoprire una semplicissima verità: abbiamo anche una mano sinistra e in particolare un dito medio in questa mano che non siamo abituati a "sentire". E proprio questo dito che chiude il nodo del pizzo chiacchierino. E possibile lavorare questa trina nei momenti liberi e nei luoghi più vari perché l'occorrente si limita al filo e alla navetta, una o due, che servono, quindi è facile portarsi questi oggetti in borsetta. Le navette sono di varie forme ma non si differenziano molto, qualcuna ha un piccolo uncino a un capo ed è comoda per collegare i pippiolini senza usare un vero e proprio uncinetto. |
![]()